I nostri oli essenziali Bio

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Olio essenziale Bio Eucalipto

Olio Essenziale Puro di Eucalipto Biologico (Nome botanico: Eucalyptus globulus): puro 100% distillato per corrente di vapore dalle foglie appena raccolte delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 10

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Olio essenziale Bio di Lavanda

Olio Essenziale Puro di Lavanda Biologico (Nome botanico: Lavandula Angustifolia): puro 100% distillato per corrente di vapore dalle sommità fiorite delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 15

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Olio essenziale Bio di Limone

Olio Essenziale Puro di Limone Biologico (Nome botanico: Citrus Limonum): puro 100% estratto per pressatura dalle scorze fresche dei frutti delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 10

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Olio essenziale Bio di Rosmarino

Olio Essenziale Puro di Rosmarino Biologico (Nome botanico: Rosmarinus officinalis): puro al 100% distillato per corrente di vapore dalle sommità fiorite delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 10

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Olio essenziale Bio di Salvia

Olio Essenziale Puro di Salvia Biologico (Nome botanico: Salvia Officinalis): puro al 100% distillato per corrente di vapore dalle foglie fresche delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 10

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Olio essenziale Bio di Timo

Olio Essenziale Puro di Timo Rosso Biologico (Nome botanico: Tymus vulgaris): puro al 100% distillato per corrente di vapore dalle sommità fiorite delle piante.
Capacità:10ml
Prezzo:€ 12


Per acquistare scrivi a: info@esveal.it oppure telefona allo +39 045 7210065. Spese di spedizione gratuite per ordini superiori a 30€.

OLI ESSENZIALI BIOLOGICI

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Quanto segue fa parte della trascrizione parziale di alcuni incontri di carattere pratico operativo per spiegare la distillazione degli oli essenziali in ambito amatoriale e la possibilità per tutti di autoprodursi un ottimo olio essenziale con la tecnica dell'estrazione "in corrente di vapore"

Gli Oli Essenziali (o Essenze, o anche Oli Volatili od Oli Eterei) sono delle complesse miscele di sostanze organiche di varia natura chimica contenuti ed estratti da vegetali. Una volta estratti, si presentano come sostanze oleose, liquide, volatili e profumate similmente alla pianta da cui provengono. L’uso delle piante medicinali si può dire antico quanto l'uomo.
Fra le testimonianze più antiche quelle dei cinesi risalenti all' 8.000 a. C. e della civiltà sumerica del 5.000 a. C. In paesi come la Cina, l’India o la Persia, la distillazione delle piante si pratica da millenni. La conobbero gli Egizi e la insegnarono ai Greci che, a loro volta, iniziarono i Romani. Sembra che gli Egizi abbiano saputo preparare un’essenza di conifera quaranta secoli prima della nostra era in questo modo: sull’apertura di in un vaso d’argilla, che veniva scaldato con legno di cedro, era posta una graticola di fibre di lana; si comprimeva poi la lana per liberare l’essenza di cui andava ad impregnarsi. Gli Arabi scoprirono la distillazione delle piante nel Medioevo. Verso il XIII secolo la nascente farmaceutica favorì lo sviluppo della distillazione.
Nel XVI secolo, l’industria produceva in Provenza le essenze di lavanda e di spigo (un tipo di lavanda). Nel XV secolo si conoscevano le essenze aromatiche di mandorle amare, spigo, cannella cedro, incenso, ginepro, mastice, rosa, salvia. Un secolo dopo venivano scoperte circa sessanta essenze supplementari tra cui quelle di angelica, anice, arancio, assenzio, basilico, brionia, camomilla, cardamomo, carvi, coriandolo, cumino, finocchio, lavanda, limone, macis, maggiorana, menta, miristica, mirra, origano, pepe, prezzemolo, santoreggia, sassofrasso, sedano, serpillo, tanaceto, timo, zafferano, zenzero. All’inizio del XVII secolo, con le essenze di artemisia, bergamotto, bosso, cajeput, cerfoglio, cipresso, neroli, pino, sabina, senape, tuia, valeriana e molte altre ancora, si erano isolate la maggior parte delle essenze utili del'Europa e del vicino Oriente.
Sotto Luigi XIV, era considerato elegante interessarsi a composizioni di essenze che portavano il proprio nome. Apparve la cipria per parrucche «alla Marescialla» della Marescialla d’Aumont e una quantità di profumi, creme, cosmetici ch eportavano i nomi di gran signori o gran dame.
La sporcizia regnante portò ad un tale abuso dei profumi che il re Sole, alla fine del suo regno, drasticamente li proibì. Nel XVIII secolo, si cominciarono a controllare le adulterazioni degli oli essenziali.
Fu in quell’epoca che Feminis creò «l’acqua meravigliosa» che divenne «l’acqua di Colonia». Nel XIX secolo apparvero le prime analisi. Inizia l’era chimica ed è proprio dopo quest’epoca che i popoli occidentali cominciano ad assorbire nella loro alimentazione coloranti chimici e conservanti. I vegetali naturali con cui erano prodotti fino a qualche secolo fa gli Oli Essenziali hanno in pratica smesso di essere utilizzati da quando i prodotti chimici di sintesi hanno invaso la nostra vita soppiantandoli. Parlare di Olio Essenziale quando questo è manipolato se non addirittura ottenuto, come non di rado avviene oggi, da ingredienti di sintesi chimiche è un non senso. All’olio, che vede i vegetali originari combinati se non sostituiti con prodotti di sintesi, non possiamo chiedere che possieda proprietà curative simili a quelle di un olio prodotto secondo i canoni tradizionali essendo, a differenza di quest’ultimo, mancante di moltissimi costituenti presenti in quantità infinitesime e che stanno alla base del fenomeno vita presente nel vegetale di partenza. Il complesso e sapiente lavoro della Natura, per la formazione di un olio in seno ad un vegetale non è ancora stato compreso appieno né, forse, mai lo sarà; dunque, non è possibile riprodurre in laboratorio il modo di funzionare posseduto da questo olio e tanto meno la sua effettiva utilità.
La pianta è manifestazione di equilibrio e di forza perché padrona dei quattro elementi: cattura la Terra con le sue radici, scambia anidride carbonica ed ossigeno con l’Aria, assorbe il Fuoco (la luce del sole) e lo trasforma in nutrimento, diventa rigogliosa imbevendosi di Acqua.
Il mondo vegetale rappresenta ancora per molti di noi un perfetto sconosciuto: la natura dei Principi Attivi presenti nelle piante; l’esistenza nella foglia del noce, per esempio, di un principio antibiotico attivo contro la malattia del carbonchio; in alcune specie di artemisia di un Principio Attivo molto efficace contro la malaria.
Agli antichi erano sconosciuti i Principi Attivi degli oli essenziali ma ne conoscevano le proprietà curative e questo a loro bastava. E’ molto probabile che gli Antichi potessero contare su alcuni sensi molto più acuti rispetto a quelli in possesso a noi uomini moderni. Si potrebbero anche portare ulteriori considerazioni in tal senso ma queste esulerebbero dallo scopo di questa esposizione, si pensi però al fatto che noi oggi spesso ci limitiamo a riscoprire con altri mezzi quello che anticamente già si conosceva.
Si è potuto scoprire come, per esempio, l’aglio contenga due potenti principi antibiotici contro lo stafilococco o che un solo chiodo di garofano ha proprietà antisettiche che permettono la conservazione delle carni o, ancora, che l’essenza di timo distrugge il bacillo del carbonchio, ha potere battericida superiore al fenolo, considerato per molto tempo come il prototipo dell’antisettico.
Le straordinarie proprietà della cipolla sono note da sempre. Il succo di cipolla, di fronte allo stafilococco e ad altri germi microbici, si comporta come un antibiotico. La cipolla fa sparire di colpo il dolore lancinante di una puntura di vespa e si rivela tanto preziosa nel diabete grazie alla glucochinina, un ormone vegetale dall'azione ipoglicemizzante. Le virtù afrodisiache della cipolla sono conosciute da tempi remoti.
La salvia (l’erba sacra ai Latini) è impiegata da tempo per le sue molteplici virtù. Le sue proprietà regolano e facilitano le mestruazioni. Solo recentemente se n’è avuta la spiegazione con la scoperta di una sostanza estrogena (ossia che provoca il ciclo nella donna e nella femmina dei mammiferi).
Una pianta, fresca o secca che sia, è composta di:
PRINCIPI ATTIVI Composti chimici che hanno effetto terapeutico e che sono direttamente attivi sui tessuti.
SOSTANZE SECONDARIE Sostanze chimiche che (sinergismo) modificano, rafforzando o inibendo, l'azione dei Principi Attivi. Possono modificare anche la loro solubilità, assorbimento e quindi la biodisponibilità e/o tossicità, ecc.
SOSTANZE INERTI Sostanze solubili nei solventi usati per l'estrazione e prive di attività terapeutica.
SOSTANZE DI SOSTEGNO DEI VEGETALI Sostanze tipo Cellulosa, lignina, ecc. in genere non solubili nei solventi usati per l’estrazione di farmaci di sintesi.
In molti studi si è tentato di isolare i singoli principi attivi contenuti in una pianta, per eseguire gli stessi studi fatti sui farmaci di sintesi. Si è tentato di individuare il Principio Attivo responsabile degli effetti riconosciuti alla pianta, ma con scarso successo, in quanto i principi attivi, una volta isolati, si comportano in modo differente dalla pianta di partenza. Una pianta contiene diverse centinaia/migliaia di molecole differenti che hanno un effetto terapeutico più compiuto e globale potendo interagire con più metabolismi perturbati.
L'azione di una pianta è dovuta al suo Fitocomplesso. Non si riduce al suo costituente attivo principale, o alla somma degli effetti dei vari Principi Attivi contenuti.
Il Fitocomplesso è definibile come attività biochimica complessa e polimorfa che rappresenta l'unità farmacologica integrale della pianta medicinale. Da tutto questo è evidente che i metodi di analisi delle molecole di sintesi non sono applicabili alle piante ed ai loro estratti perché significherebbe ignorare le interazioni presenti tra tutte le molecole presenti. Le Sostanze Secondarie di una pianta, agiscono in sinergia con i Principi Attivi e li influenzano: rinforzandone l'azione, assicurandola con un certo ritardo o ancora contrastandola. La pianta intera quindi ha un’azione più decisa, più completa rispetto all’uno o all'altro dei suoi singoli Principi Attivi o di quelli associati. E’ un insieme sinergico naturale, con un’attività terapeutica più elastica, più adattabile rispetto al singolo principio attivo e permette di ottenere lo stesso risultato prescrivendo una dose minore restando in alcuni casi per alcune tipologie di vegetale sotto la soglia di tossicità. Per esempio nel Tè, gli effetti della caffeina sono addolciti dalla presenza delle catechine e dei tannini che ne rendono l'azione meno violenta e più prolungata.

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